Premio Trento Nuova Scena – Centro Santa Chiara / Teatro Stabile di Bolzano: vince la Compagnia Teatrincorso Spazio 14

vittoria

La Compagnia «Teatrincorso – Spazio 14»
ha vinto la 2° edizione del «Premio nuova_scena.tn»

Al termine della serata finale, svoltasi mercoledì 21 maggio al Teatro “Cuminetti” di Trento, la giuria popolare ha premiato il progetto di spettacolo «Voci nella tempesta», presentato in forma di studio.
Con il progetto di spettacolo «Voci nella tempesta», presentato stasera in forma di studio, la Compagnia «Teatrincorso – Spazio 14» si è aggiudicata la seconda edizione del concorso «Premio nuova_scena.tn», promosso dal Centro Servizi Culturali S. Chiara, dal Teatro Stabile di Bolzano e dal Coordinamento Teatrale Trentino allo scopo di valorizzare le potenzialità artistiche delle realtà emergenti che operano in Trentino – Alto Adige con finalità professionali nel teatro contemporaneo.

Nel corso della finale sono stati presentati al pubblico e alla Giuria popolare, formata da abbonati alla Stagione di prosa di Trento e di Bolzano, i progetti delle Compagnie «TrentoSpettacoli – Theamus»,  «Teatrincorso – Spazio 14» ed «EstroTeatro», che avevano superato la prima fase di selezione affidata ad una Commissione di valutazione composta dal direttore del Teatro Stabile di Bolzano, Marco Bernardi, dalla direttrice della rivista di settore “Hystrio”, Claudia Cannella, e dal direttore del Centro Servizi Culturali S. Chiara, Francesco Nardelli, che ha condotto la serata, affiancato dalla giornalista Francesca Merz.

Quest’anno, per la seconda edizione del concorso, era stato proposto ai partecipanti un tema specifico: «Il centenario del primo conflitto mondiale come occasione per una riflessione approfondita sulle ragioni della guerra e, più in generale, del conflitto tra i popoli e tra gli esseri umani».

 «Il nostro progetto – ha spiegato la regista di “Teatrincorso – Spazio 14”, Elena Marino –nasce da una rilettura, da un punto di vista femminile, di un particolare episodio della prima guerra mondiale: l’esodo forzato dei Trentini in Austria all’entrata in guerra dell’Italia nel 1915. È un episodio, ma è altamente significativo e prefigura non solo l’idea dei lager della Seconda Guerra Mondiale, ma anche l’attuale situazione di esilio vissuta da intere popolazioni e i centri di raccolta profughi, vissuti come barriera e terra di nessuno in cui ammassare gente costretta ad abbandonare – per una guerra economica serpeggiante e mondiale – le proprie case e le proprie terre. Nel momento attuale, in cui l’Europa si trova da una parte a dover fare i conti con sbarchi continui sulle coste italiane e dall’altra con l’accendersi delle ostilità in Ucraina, addentrarsi nei paesaggi remoti della Prima Guerra Mondiale può delineare nuove consapevolezze e riflessioni. Il nostro lavoro porta in scena tre donne, intreccia i loro destini, le loro storie, le diverse reazioni di fronte alla tragedia della guerra e dell’esilio. Ma la nota caratterizzante, quello che hanno in comune le donne che narriamo e su cui ci preme gettare luce, è l’immensa forza, il coraggio e lo spirito battagliero e talvolta addirittura allegro con il quale queste donne prendono parte al loro personale conflitto e tentano di vincerlo: la salvezza possibile è nel singolo, nella sua resistenza, nella sua umanità. E in questo le donne tracciano una diversa storia delle guerre che hanno afflitto l’Europa nel Ventesimo secolo. »

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