“Dietro lo specchio” in tourné e recensione

Dopo essere stato proposto, ad ottobre, a San Marino per il Festival Internazionale Calanchi e a Torino nell’ambito della stagione "Marginalia", lo spettacolo di Teatrincorso "Dietro lo specchio – I believe in perfection" è stato presentato a Bolzano presso il Teatro Comunale di Gries nell’ambito della stagione teatrale il 10 e l’11 novembre. Le repliche, dedicate agli studenti delle scuole superiori, hanno registrato la presenza di ben 600 ragazzi fra i 14 e i 18 anni e un ampio consenso sia da parte degli alunni, sia da parte di docenti e operatori.
Lo spettacolo sarà di nuovo a Trento, presso il Teatro San Marco, il 12 dicembre alle 21:00 promosso dall’Azienda Sanitaria della Provincia Autonoma di Trento.

Riportiamo la recensione pubblicata su Libera Critica Teatro dopo l’esibizione del 24 e 25 ottobre:

"DIETRO LO SPECCHIO.
La protagonista dello spettacolo è l’anoressia (o la dea “Ana” come viene spaventosamente chiamata dalle sue “seguaci” in internet). L’anoressia si trascina dietro una serie di significati che vanno dall’ancestrale al mediatico, al politico….lo spettacolo non ha la pretesa di toccarli tutti, eppure sorprendentemente in qualche modo ci riesce, e ribadisce di continua la banalizzazione che i media fanno di questa malattia.Di anoressia si parla molto, senza mai concentrarsi sulla non-comunicazione da cui questa malattia scaturisce, e con cui i manifesta. Una serie di cambi d’abito, furiosa e precisa, smascherano la moltitudine di terreni in cui la malattia può nascere, terreni che lo spettatore riconosce come incredibilmente famigliari. Alla fine dello spettacolo il palco stesso sembra esausto, in un caos di oggetti e vestiti che sembra rispecchiare il  disastro del corpo malato.
Lo spettacolo è scritto, organizzato e recitato da sole donne: e grazie al cielo mai, in nessun momento si scade in linguaggi pseudo-ancestrali o in pathos ansiogeni che troppo spesso vengono accollati alle attrici come zavorre (soprattutto se dirette da uomini). La scenografia, le musiche, i dialoghi sono moderni e accattivanti, quasi cinematografici: c’è del trash, del pulp del “discretamente borghese”, dell’ “arancia meccanica”. Un ironia sprezzante, una comicità stridente e fuori luogo che ha la capacità di non banalizzare la drammaticità dell’argomento.

Eloheh Mason"

    
Leggi la SCHEDA DELLO SPETTACOLO >

Lascia un commento

4 + tre =